Dio come Essere o come Persona? Filosofia medievale e riprese contemporanee

SP 2018-2019 - Ects: 1.5

Modalità di valutazione: esame orale

Contenuto del corso:

Il Dio della Bibbia pensa, vuole, si adira, si commuove, soffre, ama, e non sembra affatto senza tempo o al di fuori del tempo. In altre parole, è un Dio personale. Il Dio della teologia medievale, invece, è la causa prima dell’essere, è unico, è l’Essere stesso sussistente, semplice, perfetto, indiveniente, eterno, immune da passioni. Fra queste due diverse concezioni di Dio, entrambe ben presenti nella teologia e nella filosofia medievale, sembra esservi una certa contraddizione. Come cercarono di porvi rimedio i teologi e i filosofi medievali? E come cercano di porvi rimedio i teologi e i filosofi della religione ai nostri giorni che si cimentano con la stessa questione?

Bibliografia essenziale:

  • d’Aquino, La Somma di Teologia, questioni indicate dal docente a lezione,
  • Stump, The God of the Bible and the God of the Philosophers, Milwaukee, Wisconsin: Marquette University Press, 2016,
  • Ventimiglia, Ist Gott das Sein selbst? Von Platon zu Anthony Kenny (über Thomas von Aquin und Gottlob Frege), “Freiburger Zeitschrift für Philosophie und Theologie”, 63 (2016), 2, 320-345,
  • Ventimiglia, Dio non “esiste” ma “avviene”. Un punto d’incontro (medievale) tra filosofia analitica e teologia continentale, “Teoria”, 37 (2017), 1, 121-138,
  • Ventimiglia, Is the Thomistic Doctrine of God as “Ipsum Esse Subsistens” Consistent? (text of the talk given at the International Conference “Analityc Theology and the Nature of God: Advancing and Challenging Classical Theism” on 8th August 2017 in Munich) (forthcoming).
ISFI